La storia di Costanza

La storia di Costanza

di Fabio Di Cocco

C’era una volta un bellissimo castello che sorgeva su una lama di roccia che sembrava volesse tagliare il cielo. Nel castello viveva un signore buono e giusto che aveva una figlia molto bella di nome Costanza. La fanciulla era sempre felice, spensierata e piena di gioia e donava serenità a tutti i sudditi con il suo sorriso splendente più del sole. Ma ai piedi della Rocca, giù nelle macchie, viveva la vecchia Neranotte, una strega malvagia che non sopportava tutta quella gioiosa allegria. Così, un giorno, Neranotte compì un potente sortilegio che tolse per sempre il sorriso dal volto della bella Costanza. Ben presto nel villaggio scese una grande tristezza e tutto fu avvolto da una cupa nebbia che spense negli occhi di ognuno la luce della gioia e della speranza.

Il buon signore del castello non sapeva darsi pace. Aveva chiesto il parere dei più grandi luminari per riportare il sorriso sul volto della povera ragazza ma, nonostante le cure amorevoli, nessuno vi era riuscito.

Un giorno, però, quando tutto sembrava ormai perduto, giunse nel castello una candida vecchina. Era una fata buona che tutti conoscevano nel borgo col nome di Fidarma. La fata suggerì al buon signore di dare una grande festa nel giorno in cui il sole annunciava l’arrivo della primavera e per spezzare il sortilegio Costanza, in quel giorno, avrebbe dovuto ricevere sulle labbra il bacio del primo raggio di sole del mattino.

Il buon signore, allora, fece costruire una torre solitaria sulla parte più alta della roccia in modo da poter guardare oltre le colline e ordinò a tutto il popolo di preparare una grande festa, incaricando una esperta fornaia di nome Maria, di cuocere nel forno piccoli e deliziosi pani da offrire a chiunque fosse giunto in quel giorno al villaggio.

La festa fu preparata in fretta e così pure la torre solitaria e, nel giorno stabilito, prima dell’alba, il buon signore accompagnò la bella Costanza sulla torre. Appena il primo raggio di sole colpì nella gelida brezza del mattino le labbra della fanciulla, un dolce sorriso illuminò il suo viso e, in un istante, la nebbia si dissolse rivelando a tutti un meraviglioso cielo azzurro. Da quel mattino la gioia tornò nel villaggio e la festa fu grande e vennero da ogni luogo per poter partecipare. La serenità e l’allegria furono tali che persino la vecchia Neranotte ne restò coinvolta e decise di non compiere più sortilegi. Costanza tornò finalmente sulla Rocca e il buon signore stabilì che quel giorno sarebbe stato festeggiato ogni anno all’arrivo del primo sole di primavera come il giorno della gioia e della speranza ritrovata. E così fu per tutti i secoli a venire. E tutti vissero per sempre felici e contenti.

 

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