La Regina dell’Estate

La Regina dell’Estate

di Fabio Di Cocco

In un grande prato pieno di fiori colorati un bel mattino il sole, sorgendo, illuminò con i suoi primi raggi una bellissima pervinca sfumata d’azzurro e di viola che faceva capolino tra le foglie tinte di verde smeraldo. Proprio sotto quei petali delicati una piccola coccinella se ne stava tutta rannicchiata a sonnecchiare, finché una goccia di rugiada non la raggiunse facendola svegliare. Il piccolo insetto, allora, distese le sue antenne, fece vibrare le ali e, in un istante, si librò nell’aria. Un dolce profumo di erba umida e di fiori selvatici la avvolse come in una candida nuvola, accompagnandola nel suo volo su quel magico mondo sereno e pieno di colori. La coccinella attraversò tutto il prato, volò sulle bianche campanule, sui fiori di tarassaco, sulle bocche di leone, sulle semplici e candide margherite, fino a raggiungere il ramo di un vecchio melo che se ne stava proprio ai bordi del prato come un fedele guardiano che protegge i tesori di un re. La piccola coccinella si arrampicò veloce fino ad una porticina vellutata di muschio e, scuotendo le ali, la fece scostare quel tanto che bastava a far trapelare la luce del giorno. Soltanto allora il folletto guardiano, che abitava quel melo, si destò e, dopo aver controllato un orologio tutto ingiallito dal tempo, lentamente si alzò, indossò il suo berretto e si avviò verso l’uscio di casa, accarezzando con la mano rugata dagli anni la sua solerte piccola amica dalle ali rosse a pallini neri, come a volerla ringraziare per il servigio che gli aveva appena reso. Il folletto salì sul ramo più alto del melo, scrutò l’orizzonte, annusò l’aria e con un salto si perse tra gli alti alberi di faggio. Arrivò in un battibaleno al centro della foresta, nel luogo più remoto e inaccessibile e lì, ai piedi di un grosso masso coperto di fiori e di erbe, si inchinò e raccolse un piccolo rametto di nocciolo. Fece pochi passi tra +i cespugli di ginepro e le ginestre, si voltò, tolse il cappello e con una solenne riverenza salutò la giovane e bella regina dell’estate che preparava il suo mantello fiorito. Era, quello, il giorno del solstizio. Un giorno importante, poiché quella notte tutto il bosco avrebbe festeggiato l’arrivo della nuova sovrana. E quando giunse il momento il folletto guardiano consegnò il magico rametto di nocciolo nelle mani della regina la quale, toccando la terra accese il bosco di mille lucciole splendenti come le stelle e ciò che la primavera aveva generato, da quell’istante si illuminò di una luce più intensa e, come per magia, ogni angolo del bosco venne trasformato. Quando il sole del giorno dopo accarezzò di nuovo la terra con i suoi raggi, la piccola coccinella si trovò a volare su un bosco rigoglioso fatto di alti alberi dalle chiome fruscianti al vento e di prati coperti di meravigliosi fiori rossi che altro non erano che i baci della regina dell’estate che in papaveri si erano trasformati.

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