Il paese dei palloncini

Il paese dei palloncini

di Fabio Di Cocco

In un piccolo paese, un bel giorno pieno di sole, tutti gli abitanti si davano un gran da fare per addobbare le strade, le piazze e i balconi per la grande festa di primavera. Ognuno curava con attenzione nastri, coccarde e luminarie e, in fondo alla piazza più grande, si sentiva già la musica di una allegra marcetta intonata dalla banda schierata in gran livrea. Per le vie del borgo, ogni angolo ospitava venditori ambulanti con banchi pieni di deliziose prelibatezze e nell’aria si respirava un gradevole profumo di noccioline tostate e zucchero filato. In una delle tante stradine un vecchio, dall’aria spensierata, aveva allestito il suo banco fatto in verità di un grosso groviglio di fili ai quali erano legati tanti colorati palloncini e, ogni tanto, con la sua voce stridula faceva riecheggiare l’invito ad acquistarne uno per la gioia dei più piccini. Una mamma col suo bimbo si avvicinò e ne chiese uno tutto rosso. Il vecchio signore si illuminò in viso e con un rapido gesto delle mani prese quello che il bimbo gli aveva indicato e glie lo legò al polso. Il piccolo fece subito un sorriso che, in un istante, si trasformò in espressione di grande meraviglia quando si accorse che un palloncino di un bel colore verde smeraldo, era riuscito a sfuggire alla stretta del nodo che lo teneva ancorato al vecchio bastone e, dondolandosi di qua e di là come una lucertolina che si arrampica su un vecchio muro, cercava di guadagnarsi la libertà raggiungendo in fretta i tetti delle case per poi salire più in alto che poteva nell’azzurro del cielo. Il vecchio signore si voltò a guardarlo e non parve affatto dispiaciuto, ma con voce calma e volto lieto, rassicurò il bambino dicendogli che quel palloncino era ben fortunato, poiché presto avrebbe potuto raggiungere il paese dei palloncini. In effetti nessuno sa dove finiscono tutti i palloncini che, sfuggendo dalle mani di chi li possiede, scappano veloci nel cielo fino a perdersi tra le nuvole. Ma il vecchio sì. Egli conosceva il segreto. Sapeva che il suo palloncino sarebbe volato in alto su villaggi, boschi e campagne, avrebbe ascoltato le voci del mondo, giocato con le rondini e danzato con il soffio del vento e poi, quando il sole avrebbe lasciato il posto alla pallida luna, avrebbe raggiunto sicuro un magico luogo fatto di mille colori e soffici nuvole dove avrebbe rallegrato gli occhi di tutti i bambini volati nel cielo come bellissimi palloncini.   

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