Storia di un bucaneve

Storia di un bucaneve

di Fabio Di Cocco

C’era, in un piccolo mondo lontano, lontano, un grandissimo prato pieno di fiori colorati. In ogni angolo del prato i fiori si erano raggruppati per colore, altezza e profumo e ogni specie pensava di essere migliore dell’altra. C’erano i fiori rossi, quelli gialli, quelli blu, i fiori lilla e violetto, quelli più alti, i più bassi, quelli che avevano scelto il centro del prato, e chi ne delimitava il bordo, altri che preferivano la penombra e qualcuno che non riusciva mai a sbocciare restando in basso come semplice piantina. Ogni mattina i fiori facevano a gara tra loro per apparire più belli e rigogliosi ai primi raggi del sole e qualcuno di essi cercava di esporsi più degli altri facendo ombra a tutti quelli che gli stavano intorno. Vi erano fiori che allungavano le radici cercando sempre posti nuovi invadendo, così, lo spazio dei vicini e poi vi erano quelli che si aggrappavano agli altri e gli crescevano intorno fino a farli appassire. Nel grande prato, ogni giorno, i fiori si contendevano il soffio del vento, le gocce di pioggia e persino le api e le farfalle che da ognuno prendevano il prezioso polline che donava la vita. Accadde, però, che un mattino scese d’improvviso una fitta nebbia che oscurò il cielo portando nel prato il freddo dell’inverno. I fiori non ci fecero troppo caso e continuarono a confrontarsi l’un l’altro per affermare la propria bellezza. Ma i giorni passavano e sotto il pesante velo di nebbia alcuni fiori cominciarono ad appassire ed altri, lentamente, a morire. Il prato rigoglioso e profumato, perse in poco tempo i suoi colori e nell’aria non vi era più alcun profumo e nemmeno un battito d’ali di farfalla. Solo allora i fiori si accorsero che da troppo tempo mancava il sole e furono presi tutti da un grande timore. Ogni specie cominciò a stingersi nel suo angolo di prato, incolpando gli altri per ciò che stava accadendo e in un battibaleno vi fu gran confusione. Vi furono fiori che si urlavano contro, altri che si contendevano piccole zolle di terra, altri ancora che cercavano invano di ritrarre le proprie radici e, alla fine, tutto il prato cominciò ad appassire e la fitta nebbia si trasformò in soffice neve che in un battibaleno ricoprì ogni cosa. E vi fu un grande e spaventoso silenzio. Sotto il soffice e gelido manto i fiori, ormai privi di forze, cominciarono a pentirsi di essere stati così egoisti e presuntuosi e tremavano dal freddo e dalla paura pensando alla fine ormai prossima. Ma dalla parte più bassa del gelido prato, sottili radici cominciarono a stringersi le une alle altre creando in breve tempo un caldo abbraccio che diede ristoro a tutti i fiori appassiti e dal manto bianco sbucò, all’improvviso, un piccolissimo fiore che aveva sui petali il candore dell’inverno. Spinse così forte verso il cielo che bucò la neve e richiamò a sé i tenui raggi del sole che, scaldando ogni cosa, diedero nuova forza ad ogni singolo fiore e tutto il prato, lentamente, riprese a sbocciare. Quel piccolo fiore aveva portato speranza e la promessa di una nuova e bella stagione. Aveva donato se stesso per gli altri e fatto risorgere il prato portando di nuovo api, farfalle e profumi. Nessuno, fino ad allora, aveva notato quel piccolo fiore ma da quel giorno, si accorsero del suo grande valore e per tutti divenne un eroe. E fu così che, per tutto il grande prato, quel fiore bucaneve venne chiamato.    

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